L'avventura a bivi "Milano 45” in classe al Cartesio
Il 9 e 11 marzo, quattro classi quinte (5A 5B 5C 5G) dell’Istituto, hanno partecipato ad un gaming; un escape room basato sui fatti realmente accaduti a Milano nel 1945, lavorando su documenti originali.
L’attività, proposta dal prof. Vincenzo Parrella, è stata svolta grazie all’intervento di Igor Pizzirusso, esperto dell'Istituto Nazionale Ferruccio Parri che è parte della Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea - ETS. Essa ha rappresentato una bellissima opportunità per i giovani cartesiani di sperimentare un approccio didattico alla storia vivo e partecipato, segnale di un arricchimento dell'offerta formativa in continuo aggiornamento e dialogo con le sensibilità attuali.
La storia non è rimasta chiusa tra le pagine di un libro, ma è diventata materia viva tramite cifrari, mappe e decisioni ponderate o casuali, apprezzata da studenti e docenti, come testimoniano i loro feedback.
ALUNNI
È stato bello! Il gaming sulla seconda guerra mondiale mi è piaciuto molto in quanto mi ha permesso di entrare nella quotidianità di quei momenti, a differenza delle nozioni che impariamo nelle lezioni. …
L’attività di gaming sulla Seconda guerra mondiale è stata molto interessante. Anche se non avevamo ancora studiato bene l’argomento, è stato comunque stimolante partecipare alla simulazione in modo pratico. Il fatto di interpretare noi la brigata che prendeva decisioni ha reso l’esperienza più coinvolgente e realistica. Inoltre il professore è stato molto bravo a spiegare e guidare l’attività.
È stata un'attività interattiva fatta davvero bene, capace di rendere un argomento così importante molto più vicino a noi. Siamo rimasti tutti colpiti da come era strutturato: ci ha spinto a partecipare con un entusiasmo che raramente si vede durante le ore di storia.
L’attività è stata interessante perché è stato un modo alternativo per studiare e capire la storia mettendoci nei panni di chi ha vissuto quei momenti, ha aiutato a stimolare la logica delle scelte corrette ma anche coraggiose.
Mi è piaciuto molto perché la forte componente di fortuna ha reso ogni turno imprevedibile. Il gioco riflette bene come, nell'Italia fascista, la vita dipendesse da scelte immediate. Proprio come con i dadi, la salvezza di molte famiglie era spesso legata al caso.
DOCENTI
Dai feedback raccolti emerge che l’attività di gaming storico sulla Seconda guerra mondiale è stata percepita dagli studenti come molto coinvolgente, stimolante e formativa. La modalità del gioco di ruolo ha permesso agli studenti di immedesimarsi nelle situazioni e nelle scelte delle persone che hanno vissuto quel periodo, rendendo più concreta e comprensibile una fase storica complessa. Nonostante l’argomento non fosse ancora stato affrontato in modo approfondito nelle lezioni, l’attività si è rivelata chiara e accessibile, facilitando una prima comprensione delle dinamiche storiche e delle difficoltà legate al contesto della guerra e del periodo fascista. Gli studenti hanno apprezzato la dimensione interattiva e collaborativa, che ha favorito il confronto tra compagni e stimolato la riflessione sulle conseguenze delle decisioni prese. Nel complesso, l’esperienza è stata valutata molto positivamente perché ha offerto un approccio alternativo allo studio della storia, molti hanno inoltre suggerito di riproporre attività simili anche su altri argomenti o in altre classi.
Veronica Nevoso, docente di Storia classe 5A
L'avventura a bivi "Milano 45” è stata apprezzata molto dagli studenti, che sono stati contenti di sperimentare un approccio diverso alla didattica della storia e di calarsi in prima persona nella parte di un giovane partigiano. Li ha colpiti innanzitutto che, per portare a termine la missione, fosse necessario prendere in prima persona decisioni prudenti ma non troppo comode, anche piuttosto in fretta, e che tali decisioni avessero un impatto importante su tutto il gruppo. Altro elemento che li ha colpiti è stato l'inserimento del dado nella dinamica del gioco, che rispecchia il fatto che gli eventi storici possono essere influenzati anche dal caso in modo piuttosto significativo.
Per quello che ho osservato in classe, gli studenti hanno impiegato un po' a entrare nella dinamica del gioco, nel senso che all'inizio prendevano decisioni sbagliate perché non ascoltavano con la dovuta attenzione le parole dell'esperto (il quale è stato molto bravo anche a farli ragionare sulle motivazioni per cui la loro scelta non fosse quella più corretta). Al tempo stesso però mi ha colpito il fatto che alcuni abbiano capito subito come decifrare un codice e arrivare a una soluzione indispensabile per procedere nel gioco: ho avuto l'occasione di osservare delle abilità di problem solving che normalmente non riesco a cogliere negli studenti.
Alessandra Cafiero, docente di Storia classe 5C
L'attività è stata davvero immersiva e ha consentito ai ragazzi di calarsi nel periodo della Resistenza attraverso il sempre amato gioco di ruolo. Soprattutto, riconosco la bravura di Igor, che è riuscito a dettare i giusti tempi e a far rendere conto agli studenti che le scelte, in tempo di guerra, sono spesso repentine e compromettenti. La riflessione, pertanto, sulla prudenza dell'azione in un'epoca così complessa, credo sia stata illuminante. La possibilità di mostrate concretamente questo aspetto, in quanto ad ogni decisione degli studenti corrispondeva una precisa conseguenza nel gioco, è servita anche a loro per maturare consapevolezza.
Eleonora Pace, docente di Storia classe 5G
Il gaming sulla Resistenza a Milano si è rivelato interessante anche come attività didattica orientativa: gli alunni, posti di fronte a situazioni decisionali diverse, hanno dovuto compiere delle scelte per proseguire nel gioco. “Come dev’essere stato difficile prendere decisioni in quelle condizioni”, questa è stata la riflessione di un’alunna al termine dell’esperienza. Mettersi nei panni di chi ha vissuto la Resistenza al nazifascismo ha permesso ai ragazzi di comprendere l’importanza della scelta e la sua complessità, soprattutto in situazioni di rischio.
Durante il gioco, le loro decisioni sono state il risultato del condizionamento del contesto, dell’esercizio del pensiero critico, del confronto con gli altri e della valutazione delle possibili conseguenze non solo su se stessi, ma anche sulla collettività.
Da docente, sceglierei nuovamente questa attività, certa che abbia contribuito a consolidare negli alunni competenze fondamentali per muoversi nel mondo come individui e cittadini consapevoli.
Sceglierei di riproporla perché, in un mondo ferito dalle guerre di cui sentiamo parlare ogni giorno, esperienze di questo genere possono acquistare un valore civico ancora più profondo.
Noemi Scapolo, docente di Storia classe 5B
